Automatizzare le pubblicazioni sui Social è una pratica che, molte Aziende e varie realtà, praticano quotidianamente. Certamente è molto utile creare post su Facebook e pubblicarli immediatamente su Twitter o su Instagram, o ancora, pubblicare una foto su Instagram e farla arrivare direttamente sulla pagina Facebook così da non perdere tempo a creare un nuovo contenuto, insomma automatizzare.

Automatizzare le pubblicazioni Social: quando è utile?

Personalmente non vedo bene questa pratica in quanto sono consapevole che, in ogni Social, bisogna utilizzare un metodo di comunicazione dedicato per colpire l’utenza che lo utilizza. Questo potrebbe già dimostrare quanto sia sbagliato automatizzare le pubblicazioni sui Social, è vero anche che a volte, può tornare utile. Specialmente quando le pubblicazioni sono tante come un blog d’informazione o una testata giornalistica che, durante il giorno, pubblica decine di articoli.

Questi portali hanno la necessità di essere veloci ed immediati nella pubblicazione Social ed ecco che, utilizzano software pronti a sincronizzare il tutto sulle varie piattaforme. Anche in questa situazione esistono software che accedono ai vostri canali sociali e vi danno l’opportunità di “diversificare” il messaggio pubblicato ma, è sempre una questione di soldi e in molti casi, vengono scartati proprio perché c’è una piccola quota mensile da pagare e, il software in molte culture, è qualcosa che deve essere dato “gratuitamente”.

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Automatizzare le pubblicazioni Social: quando è errore?

Personalmente ritengo che sia sempre un errore automatizzare le pubblicazioni social anche quando si ha a che fare con un quotidiano online. Sono dell’idea di specializzare un operatore che si occupi solo di quest’aspetto. Pubblicare, scegliere il giusto testo utile a introdurre l’interazione, scegliere anche l’immagine social e seguire i commenti e rispondere magari aumentando di fatto la penetrazione del post; sono tutte attività da svolgere in house.

A volte, in piccole realtà, c’è bisogno però di automatizzare perché non si possono permettere un addetto o non riescono a sostenere le spese per avere un professionista. Il mio consiglio allora è quello di rendere meccanica la pubblicazione sui Social che magari non sono utili alla nostra causa ma di dedicarci personalmente a quelli che invece, ci danno maggiore visibilità.

Spiegandomi meglio: Se fossi un’Azienda d’abbigliamento e, operassi sui social network, potrei automatizzare la pubblicazione da Instagram alla pagina fan di Facebook, magari scelgo un bell’abito indossato da una modella e uso un bel po’ di hashtag per aumentarne la visibilità. Questa scelta però inquinerà il post di Facebook in quanto gli hashtag su Big Blue non sono molto utili e, a differenza di Instagram che si punta solo sull’immagine, su Facebook possiamo coinvolgere l’utenza anche con il testo e gli emoji.

Se fossi un Quotidiano Online, oltre a puntare su Facebook che coinvolge molto l’utenza sulle news, mi avvicinerei tantissimo a Twitter che è diventato anche un “news feed” davvero utile per restare aggiornato H24 grazie proprio agli hashtag di tendenza che tendono ad ancorare l’utenza all’argomento. In questo caso, Instagram potrebbe essere “automatizzatoma attenti alle “Storie”, dovrebbero essere utilizzate fortemente e, se si avesse la fortuna di superare i 10.000 Follower, si potrebbe utilizzare lo “Swipe Up” per far saltare l’utenza fin dentro l’articolo.

Concludiamo…

Automatizzare le pubblicazioni Social può essere utile ma non lo consiglio. Ogni piattaforma ha il suo modo di comunicare e per ottenere il meglio, sia come conversione che come visualizzazione, ogni contenuto deve essere confezionato al meglio. Dedicare 30 minuti al giorno alle proprie piattaforme social, con criterio e amore, può dare un contributo significativo alla propria attività sul web. Però consiglio sempre di affidarsi a chi fa questo per mestiere, capisco che è un costo per l’Azienda, ma a volte questo, viene ammortizzato nel medio termine con risultati concreti che si riescono ad ottenere solo con una “Visione” e con un Piano di Comunicazione ben congegnato.

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