I Social Network non sono democratici! Prendetela come una provocazione visto che molti pensano che grazie ai Social sia aumentata la possibilità di comunicare e di dire la propria ma, proprio per questo motivo affermo con fermezza che la Democrazia nei Social Network non esiste.

Questa mia riflessione parte da una serie di molteplici post Nazionali che parlavano del 25 Aprile, festa della Liberazione dal Fascismo in Italia. La festa è molto importante per la libertà del popolo perché con l’abolizione del Fascismo e la successiva creazione della Costituzione Italiana si blindavano i diritti che ogni cittadino libero può e deve utilizzare nei confronti degli organi di Governo, Legislativo e Giudiziario. Insomma, si sanciva la libertà di Pensiero, di Parola, di Associazionismo, di Stampa ecc… ovvero tutto quello che i tempi bui del fascismo aveva vietato.

Proprio quest’ultimo 25 Aprile, moltissime persone hanno pensato bene di dire la propria su questa festa e, in tantissimi casi, Facebook ha censurato quel pensiero e notizia degli ultimi giorni: ad Alessandra Mussolini, Instagram ha bloccato l’account. A suo dire a causa di una foto della tomba di famiglia ma si scorda di aver pubblicato ed elogiato una foto che ritraeva uno striscione pro-fascismo. Ovviamente urla e scalpita ma nel giro di poche ore si crea un nuovo account e continua a stare dentro il Social zitta zitta…

Questi fatti mi hanno fatto pensare parecchio anche se già ero cosciente, del fatto che sui Social: noi siamo semplicemente utenza che non comanda proprio nulla, ergo, non siamo in Democrazia!

I Social Network non sono Democratici: non lamentarti!

Scrivere post dove ti lamenti pubblicamente che sui Social Network non riesci a esprimere liberamente il tuo pensiero è come andare a casa di uno sconosciuto dire che quel luogo fa schifo, che è arredato male e che si mangia malissimo; è normale che lo sconosciuto ti cacci fuori dal suo appartamento.

Dobbiamo ricordarci sempre che i Social Network sono strutture web gratuite nell’iscrizione ma rappresentano una fortissima fonte di reddito per le Aziende che ne sono proprietarie. Molte aziende investono sui social per farsi pubblicità, comprendere l’utenza e capire i suoi interessi, tutto questo per dirci che: Siamo dentro Casa di un’Azienda e che esistono Regole ben precise su come comportarsi. Dentro i Social non possiamo fare quello che vogliamo e dobbiamo cercare sempre di stare attenti non solo al regolamento interno del Social stesso ma, soprattutto, al codice civile e sociale che regola il paese su cui si usufruisce del servizio. Non è notizia dell’ultima ora che in Italia, la Cassazione ha deciso che: insultare sui Social è uguale alla Diffamazione, quindi reato regolato dal Codice Penale.

Se scrivi o pubblichi cose che il Social Network poi ti censura, non puoi lamentarti perché il Social non ti ascolta, tu sei solo un piccolissimo utente che non vale nemmeno 1 per loro. Certo, se magari fai un po’ di confusione forse vieni ascoltato e quindi ti riabilitano quel post o commento dopo più di 10 giorni quando, per i Social Network, non ha più importanza e forse non verrà mai più visto dalla tua rete di contatti.

Democrazia? Assolutamente no! Chi ha i soldi comanda.

Altro fattore importante e che evidenzia la mia tesi è basato sul “vile denaro“. I Social Network nascono perché si vuole mettere in contatto più persone dello stesso ambiente, infatti chi ha potuto vedere il bellissimo film “The Social Network“, può comprendere appieno il motivo per cui nasceva Facebook, ovvero mettere in rete tutti i ragazzi di un campus universitario che scrivevano il loro diario giornaliero e pubblicavano le loro foto. Cosa ha fatto esplodere il fenomeno Facebook? 2 importanti fattori: il pettegolezzo e l’egocentrismo!

Non appena Mark Zuckerberg implementò la variabile “impegnato/a – single” su Facebook, il social network ebbe un’impennata di accessi perché quel fattore determinava una curiosità da parte dell’utenza davvero interessante. Successivamente, l’introduzione del “Like“, ha sviluppato nell’utenza una sorta di “Egocentrismo” che portava tutti a creare contenuti che prendessero più like possibili così da diventare “noti“, oggi li chiamiamo “influencer“.

Tutto questo è cambiato da quando hanno introdotto il denaro dentro i Social Network, ovvero da quando hanno iniziato a monetizzare per sostenersi (era giusto, sono diventate Aziende), quindi investi denaro ottieni visibilità! Traduci tutto questo nel mondo politico/commerciale e capisci benissimo che: più soldi sborsi più dati e influenza ottieni e quindi; riesci a comandare le tendenze finché non arriva chi ha più soldi di te. Ovviamente tutto funziona purché il Social Network ti permetta di fare quest’attività.

Nessuna Democrazia e Nessuna Proprietà!

Pensiamo sempre più spesso che i contenuti che pubblichiamo all’interno del Social Network siano di nostra proprietà perché, in effetti, se mi fanno una foto al mare con il mio costume di una nota azienda sportiva, questa foto è uscita dal mio dispositivo elettronico quindi è mia… Mi dispiace dirvelo, quando la foto viene pubblicata sul Social Network questo ne diventa “proprietario non responsabile” mi spiego meglio.

La mia foto in costume da tantissimi dettagli al Social Network che potrà profilare sempre più la mia persona, vediamo come. E’ inutile negarlo, sono una persona robusta e dalla foto si evince perfettamente, inoltre mi piacciono le marche sportive e indosso un costume che mi contraddistingue. La foto è stata scattata ad una certa ora del giorno e in un dato luogo che, i software dei Social Network possono comprendere facilmente. Ecco che l’Azienda proprietaria del Social sa che sono una persona che ha bisogno di una dieta e che gli piace mangiare, indossa indumenti sportivi, va a mare in località turistiche siciliane e mai da solo in quanto la foto non è un selfie.

Da quest’immagine il Social Network diventa “Proprietario” delle mie tendenze, delle mie scelte e dei miei modi di fare. Il tutto può essere venduto al miglior offerente che può essere un’azienda che si occupa di nutrizione o ad una buonissima trattoria in località turistiche siciliane, ancora, posso essere colpito da pubblicità sportive e di alberghi in località balneari. Come vedete, quando entrate nel mondo dei Social Network il vostro profilo diventa del Social e quindi non siete i proprietari più di nulla, forse solo della volontà di pigiare il tasto con scritto “elimina il profilo”.

Scrivevo sopra che i Social sono proprietari ma “non responsabili” del contenuto, ebbene si perché quando pubblichiamo una foto dove ci sono immagini cruente o che colpiscono l’opinione pubblica, come nel caso della Mussolini con la tomba della famiglia, la responsabilità della pubblicazione è solo dell’utente anche se i dati con cui il Social monetizzerà e profilerà, sono i loro… Geniale vero?

I Social Network non sono Democratici: Conclusione.

Come vi ho dimostrato sopra presentandovi solo pochi aspetti del Mondo dei Social Network, potete capire benissimo che non viviamo in una Democrazia dentro queste strutture web sempre più utilizzate. È tutto un’apparenza che ci fanno vivere e, scrivere post che si lamentano della censura o del comportamento sbagliato nello stesso Social Network, è solo manifestare una frustrazione interna che non troverà alcuna soluzione se non quella apparente che possono darci i like e i commenti positivi. Non siamo in Democrazia e questo lo dobbiamo comprendere prima che sia troppo tardi anche se, ad oggi, alcuni Governi politici di alcuni paesi sono stati decisi da queste piattaforme web.

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