Titoloni per il Coronavirus! Ormai siamo abituati a vedere giornalmente titoli di giornali online e cartacei al limite della decenza che puntano tutti a farsi leggere, a destare curiosità, interesse e “condivisione” da parte dell’utenza.

Che l’utenza sia attratta dal brutto evento, dalla catastrofe, dalla tragedia è risaputo; un po’ come quando accade un incidente per strada, ci fermiamo tutti a guardare cosa è accaduto. Sfruttando questa nostra caratteristica, gli editori e “i titolisti“, puntano a farci leggere il loro articolo, il loro giornale e, magari, a condividere ancor prima di leggere il contenuto. I titoloni per il Coronavirus si stanno sprecando e tantissimi blog online stanno ottenendo visibilità inaspettata grazie proprio all’emergenza e alla voglia di conoscere i fatti che oggi l’utenza manifesta.

Titoloni per il Coronavirus: stiamo attenti a cosa condividiamo.

È inutile ribadire di controllare le fonti e magari confrontarsi con gli organi attori principali dell’emergenza. Grazie al Web e ai Social Network, possiamo ottenere informazioni utili direttamente dal Consiglio del Ministri, dal Ministero della Salute, dall’Organismo Mondiale della Sanità e dalla Protezione Civile. È normale che le news ci arrivino dai giornali, perché sono gli organismi proposti all’informazione ma, molte volte, anche loro peccano di “click e visibilità” condannando la news ad un articolo vuoto e privo di significato.

titoloni per il Coronavirus

Perché vogliono click e visibilità?

I titoloni per il Coronavirus servono sostanzialmente ad aumentare la visibilità sul Web (in questo momento storico), più condivisioni, più click, più like, più il post raggiunge un maggior numero di persone. Dentro l’articolo è normale che troviamo la “pubblicità” e questa può essere pagata in vario modo. Google, ad esempio, la paga a click ovvero: se l’utente atterra nella tua pagina e vede una promo di Google interessante e ci clicca, il proprietario della pagina riceve un tot di denaro per quel singolo click. È nomale quindi che è meglio ottenere tantissimi click, perché magari, qualcuno potrebbe cliccare sul banner di Google e farmi ottenere un contributo.

Altre pubblicità vengono invece pagate a “visualizzazione” e per questo, si vendono gli spazi pubblicitari all’interno della pagina. È ovvio che: se ho maggiore visualizzazione posso aumentare il costo dello spazio pubblicitario dedicato a questo tipo di pubblicità. Poi esistono altre situazioni pubblicitarie e altre tipologie d’investimento che non voglio approfondire in questo articolo ma che dipendono sempre dalla “visibilità” del sito web e dai numeri che riesce a generare.

Prima il contenuto e dopo il titolo.

Da tutto questo capite perché numerosi siti web e giornali cartacei, puntano ad avere dei titoli sensazionalistici. Non è molto importante il contenuto ma bensì il numero di persone raggiunte e quindi, prima di “condividere” un’articolo, leggetelo! Cercate di capire se il contenuto è importante, se è vero o se è solo un “qualcosa“, utile al click e alla visibilità del portale in questione. Ahimè, oggi questa tecnica viene utilizzata anche dai giornali più o meno importanti, specialmente dai giornali cartacei che devono cercare di aumentare la tiratura delle vendite e che, di riflesso, s’inventano titoli così allarmistici che sarebbero perfetti per i racconti Manzoniani ai tempi di Renzo e Lucia. Quindi: attenti ai titoloni per il Coronavirus, attenti a cosa condividete e, come dicono in molti, per una ventina di giorni cercate di restare a casa.

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